(rec.) Da un Velo di Giuseppe Vannicola
| Pubblicato su: | Leonardo, anno III, fasc. 18, pp. 211-212 | ||
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| Data: | ottobre-dicembre 1905 |

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G. VANNICOLA, Da un Velo. — Roma, Ediz, della Revue du Nord, 1905.
«Lettore — dice Vannicola cominciando — io ti porgo la lampada e tu accendila; io sono il poeta e tu sii il poeta del poeta». E veramente c'è bisogno di completarla questa piccola storia, ch'è quasi un'immagine vista attraverso un velo dentro uno specchio; un profumo di una storia che poteva essere un romanzo; la promessa di un libro che qUalcuno potrà fabbricare con queste poche pagine.
Vannicola sa rendere con una grazia raffinata le sensazioni di ciò che finisce dolcemente e lentamente. Tutte le sue cose sono penetrate di quella malinconia «per la quale il vicino è già come il lontane, il desiderio è già come il rammarico». Questo piccolo libro è la storia di una morte lenta seguita in un mondo che non è il nostro e quando
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si è finito di leggere ci si meraviglia che ci siano ancora, intorno a noi, le cose comuni, usate ed usabili, che sono le nostre compagne a vita. E si desidera andare al di là del velo, tra i suoni e i profumi che giungono quaggiù troppo deboli, tra quei nostri fratelli che dicono tutto senza parlare....
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